Aprile 15, 2022
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Per promuovere l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e diversificare il paniere disponibile per il Sistema Paese, l’Italia ha messo in campo nel corso degli ultimi decenni una serie di strumenti, sotto forma di incentivi.

Tra di essi spicca il Conto Energia, il quale consente a chi intende farlo di rivendere il surplus dell’energia elettrica prodotta dal proprio impianto fotovoltaico che non è possibile stoccare direttamente al gestore dei servizi elettrici, ad una tariffa favorevole. Andiamo quindi a conoscerlo più da vicino per cercare di comprenderne l’effettiva importanza nel quadro della politica energetica nazionale.

Cos’è il Conto Energia

Per Conto Energia si intende il particolare incentivo statale grazie al quale chi è munito di un impianto fotovoltaico si ritaglia il diritto di ricevere un compenso in cambio dell’energia elettrica da esso prodotta nel ventennio successivo al suo avvio.

In particolare, a stabilire i dettagli e le modalità degli incentivi è un decreto specifico, indicato come “Conto Energia”, costituito da agevolazioni e incentivi garantiti dal Gestore dei Servizi Energetici a tutti coloro che utilizzano energia solare prodotta da pannelli fotovoltaici.

In pratica si tratta della normativa che il nostro Paese ha promosso nel quadro di uno sforzo congiunto a livello continentale, teso a promuovere la produzione e l’utilizzo di energia elettrica meno impattante a livello ambientale.

La ratio che sottende al Conto Energia è in particolare quella di dare luogo ad un deciso miglioramento delle prestazioni energetiche fornite dalle abitazioni e dagli edifici in cui sono dislocate le realtà produttive. Per riuscire a centrare l’obiettivo si promuove quindi l’utilizzo di impianti in grado di produrre energia rinnovabile e pulita, portando di conseguenza un deciso beneficio per un ambiente sempre più stressato.

Come funziona nel dettaglio il Conto Energia?

Come abbiamo già accennato, il Conto Energia è un vero e proprio pacchetto di misure grazie alle quali chi provvede a dotarsi di pannelli solari tesi alla produzione di energia elettrica si ritaglia il diritto di ricevere un corrispettivo per la cessione dell’energia elettrica prodotta grazie al suo impianto e non consumata all’interno dell’abitazione o dell’azienda. In pratica, aderendo alla produzione di energia solare il titolare dell’impianto è remunerato dallo Stato, secondo modalità ben precise.

Il compenso spettante ai soggetti che aderiscono al programma viene erogato nel ventennio successivo alla data di impianto e il surplus di energia viene convertito e introdotto nella rete locale. A conteggiarne la quantità è un contatore fornito e installato dal gestore dei servizi elettrici e a poter accedere al meccanismo sono gli impianti caratterizzati da una taglia minima.

Chi può aderire al Conto Energia e beneficiare degli incentivi?

Come abbiamo sottolineato, per aderire al Conto Energia occorre che gli impianti siano dotati di dimensioni minime. Per poterne usufruire, la potenza dell’impianto deve attestarsi ad almeno a 1kW. Se si supera questo primo sbarramento, a poter usufruire del Conto Energia sono:

  • Le persone fisiche e giuridiche;
  • I condomini di edifici e/o unità abitative;
  • I soggetti rientranti nell’ambito della pubblica amministrazione.

Una parziale eccezione è però prevista nel caso relativo agli impianti fotovoltaici a concentrazione. In questo ambito i benefici del Conto Energia sono riservati esclusivamente alle persone giuridiche e ai soggetti pubblici.

Quanto paga il GSE per il Conto Energia?

Naturalmente, la prima domanda che si pone chi ha partecipato al Quinto Conto Energia, è quella relativa all’effettiva convenienza dell’operazione effettuata. Una domanda tanto più pertinente in considerazione del fatto che l’installazione di un impianto di questo genere comporta un livello di spesa abbastanza elevato, soprattutto in un momento storico che vede ormai dal 2008 il susseguirsi di crisi economiche, le quali hanno messo letteralmente in ginocchio, dal punto di vista finanziario, un gran numero di nuclei familiari.

Per quanto riguarda i pagamenti, il GSE remunera tutta l’energia immessa in rete dall’impianto fotovoltaico e ri-prelevata, con una tariffa variabile. In media, comunque, per ogni kWh l’interessato viene compensato con circa 0,15 euro.

Conto Energia: l’attesa per la sesta edizione

Il Conto Energia ha in pratica cessato di esistere nel 2013, dopo essere arrivato alla sua quinta edizione. Da quel momento si è spesso discusso del varo di una sesta versione, che però non ha mai visto la luce.

Ciò vuol dire che gli incentivi previsti al suo interno non sono più a disposizione di chi intenda dotarsi di un sistema fotovoltaico per la produzione di energia solare, ma solo di chi aveva aderito in precedenza.

Al contempo, incentivi analoghi sono nel frattempo stati messi in campo dal governo italiano. In tale categoria rientrano in particolare le agevolazioni fiscali previste nell’ambito dei lavori di ristrutturazione edilizia. Secondo gli esperti proprio questi incentivi sono molto più convenienti, all’atto pratico di quelli che erano dispensati nell’ambito del Conto Energia. Si pensi, ad esempio, al superbonus del 110%, applicabile anche agli impianti fotovoltaici a patto che essi ricadano nell’ambito di una ristrutturazione tesa all’isolamento termico dell’edificio, per effetto della quale il suo consumo si abbassi di due classi energetiche.

La detrazione del 110% si applica alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022 e per poterne usufruire occorre che l’acquisto e l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico sia abbinato ad almeno un intervento di ristrutturazione definito “trainante”. In questa definizione vanno a rientrare in particolare:

  1. l’isolamento termico delle superfici opache superiori al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. Il riferimento è in questo caso al cosiddetto cappotto termico;
  2. la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti termici centralizzati ad alta efficienza energetica, a partire proprio dai pannelli solari;
  3. interventi legati al Sismabonus, ovvero la detrazione Irpef o Ires riconosciuta ai contribuenti, si tratti di privati o società, i quali decidano di effettuare lavori tesi alla messa in sicurezza delle proprie case e degli edifici produttivi. In pratica si tratta dei lavori antisismici realizzati sulle parti strutturali degli edifici o complessi di edifici collegati in maniera strutturale.

Gli incentivi per il fotovoltaico in Italia, oggi

Il Superbonus 110%, però, non è l’unico incentivo proposto a chi intenda produrre energia solare in Italia. Ad esso, infatti si accompagnano altre misure, tra cui occorre ricordare il Bonus Casa 2021, grazie al quale è possibile godere di una detrazione pari al 50% sulla dichiarazione dei redditi. Per effetto di questo provvedimento il contribuente ha il diritto di recuperare le spese sostenute (con un massimale posizionato a quota 96mila euro) in dieci rate annuali di eguale importo, oppure optare per due alternative. La prima è rappresentata dalla cessione del credito maturato a banche e istituti finanziari, la seconda dallo sconto immediato in fattura, versando il 50% del dovuto.

Le spese che è possibile recuperare tramite il Bonus Casa sono in particolare:

  • quelle sostenute per l’installazione;
  • per acquistare i pannelli fotovoltaici e altri componenti dell’impianto, tra cui le batterie di accumulo;
  • di progettazione, oltre che per le perizie e i sopralluoghi necessari;

A poter richiedere le agevolazioni del Bonus Casa 2021 sono il proprietario o il nudo proprietario, l’inquilino o il comodatario, il titolare di un diritto reale di godimento (di usufrutto, d’uso, abitazione o superficie), i soci di cooperative divise e indivise o delle società semplici e gli imprenditori individuali, ma esclusivamente per quegli immobili non catalogabili come strumentali o merce.

La resa dei pannelli è in costante miglioramento

C’è poi un altro aspetto che occorre tenere nel giusto conto, quando si prende in considerazione l’idea di montare pannelli solari. Oltre ai vantaggi garantiti dagli incentivi, in particolare quelli collegati alle ristrutturazioni edilizie tese ad aumentare la resa energetica degli immobili, occorre considerare anche il continuo aumento dell’efficienza messa in mostra dai moduli fotovoltaici.

La ricerca nel settore, infatti, ha visto nel corso degli ultimi anni l’individuazione di nuovi materiali e tecniche, i quali hanno permesso di conseguire notevoli risultati. Si pensi, ad esempio, alle vernici a perovskite ibrida, messe a punto dal gruppo Pvsquared2 dell’Università di Pavia, sotto forma di inchiostri stampabili, i quali possono essere integrati con facilità, tramite processi a basso costo e a ridotto contenuto energetico, in un impianto fotovoltaico rendendolo di fatto non solo flessibile, ma anche economico e sostenibile.

Una innovazione la quale va peraltro a spianare la strada verso lo sviluppo di nuove tecnologie a basso CapEx e facilmente scalabili. In questo ambito rientrano ad esempio le celle fotovoltaiche a perovskite ideate in collaborazione con la Professoressa Yana Vaynzof dell’Università Tecnica di Dresda. Il nuovo metodo di deposizione di tali inchiostri ha infatti permesso di conseguire valori di efficienza record a livello mondiale, attestandosi intorno al 24%.

Oppure alle prestazioni conseguite da un team di ricercatori della Stanford University, che ha utilizzato un promettente gruppo di materiali fotovoltaici noti come TMD, o dicalcogenuri di metalli di transizione, una famiglia di materiali semiconduttori bidimensionali. Il beneficio principale da essi assicurato è individuabile nel fatto che vanno ad assorbire livelli estremamente elevati della luce solare che colpisce la loro superficie, molto più significativi rispetto ad altri materiali solari. Se sino ad oggi i test condotti hanno stentato a trasformare in elettricità più del 2% della luce solare assorbita, il nuovo prototipo ideato dagli ingegneri di Stanford è riuscito a raggiungere un’efficienza di conversione di potenza del 5,1%, che potrebbe salire al 27%, per mezzo di ulteriori processi di ottimizzazione.

Il maggiore vantaggio che i TMD sono in grado di assicurare, però, non è in termini di resa, bensì di adattabilità. La notevole sottigliezza che li caratterizza, infatti, oltre a ridurre al minimo l’utilizzo e il costo del materiale, alleggerisce le celle solari TMD e le rende talmente flessibili da consentirne l’impiego su forme irregolari.

Le polemiche sul Conto Energia

In attesa della sesta edizione del Conto Energia, non mancano comunque le polemiche all’interno della politica italiana. Rese ancora più acute dai clamorosi rincari delle bollette che hanno preceduto l’inizio della guerra in Ucraina e che potrebbero essere ancora più forti nel corso dei prossimi anni, soprattutto se la Russia dovesse decidere di sospendere la fornitura di gas ai Paesi dell’Unione Europea.

Nella discussione in atto, si è andato ad inserire maldestramente il Ministro per la Transizione Ecologia, Roberto Cingolani. Già da tempo nel mirino degli ambientalisti per affermazioni al minimo discutibili, come quelle relative alla necessità di ri-nucleizzare il Paese, il responsabile del dicastero dedicato all’ambiente ha infatti dovuto scoprire le sue carte per il futuro.

I piani da lui avanzati nel corso di una recente audizione parlamentare, però, sembrano destinati ad un rapido impatto con gli ecologisti, anche perché si rivelano in definitiva alla stregua di una strategia anti-rinnovabili.

Il progetto da lui presentato, infatti, prevede una vera e propria inversione di rotta nei confronti non solo delle politiche energetiche precedenti dell’Italia, ma anche di quelle espressamente consigliate a livello europeo per andare avanti nella transizione energetica. Basti pensare che il piano a lungo termine da lui messo in preventivo prevede un taglio agli incentivi alle energie rinnovabili, dal fotovoltaico, all’idroelettrico, passando per l’eolico, pari a ben 5 miliardi di euro. Cui si dovrebbero andare ad aggiungere le operazioni finanziarie di cartolarizzazione degli oneri di sistema e la destinazione al caro-bollette di circa 1,5 miliardi derivati dalle aste per le “quote di emissione”, ovvero i permessi di emettere CO2, i cui proventi sono di solito destinati alla lotta contro i cambiamenti climatici e la deforestazione.

La crisi energetica potrebbe essere aggravata dal conflitto in Ucraina

Una serie di provvedimenti, quelli sponsorizzati da Cingolani, i quali sembrano spostare del tutto il baricentro del piano energetico nazionale rispetto alle indicazioni del movimento Fridays for Future. Resta peraltro da capire come sia possibile insistere su ipotesi come il nucleare o le fonti fossili in presenza di una situazione come quella che si sta verificando a causa del conflitto in Ucraina.

La crescita incontrollata delle tariffe energetiche verificatasi nel corso degli ultimi mesi potrebbe presto rivelarsi soltanto l’antipasto se la Russia dovesse realmente chiudere i rubinetti del gas. In una situazione simile non puntare con la massima decisione sulle fonti rinnovabili, solare in testa, potrebbe avere ripercussioni disastrose per il Sistema Paese. Una prima risposta in tal senso potrebbe arrivare proprio dal Sesto Conto Energia, sul quale il nostro Paese potrebbe riprendere la strada verso il fotovoltaico interrotta nel corso degli ultimi anni da una serie di decisioni estremamente contraddittorie.

La Redazione

Mi chiamo Giuseppe e sono il fondatore di GreenYourLife, un blog pensato per fornire informazioni e consigli utili per uno stile di vita più sostenibile. Sono nato e cresciuto in uno dei posti più belli del mondo, la Sardegna, e sono sempre stato attento alle tematiche ambientali.

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